Come analizzare le carte in mano
La lettura delle carte in una partita di poker online è sicuramente uno degli argomenti più complessi, vari e difficile da trattare nel poker online moderno che mi capita mai di scrivere. E come se fossi a scuola!
E’ anche un argomento delicato, uno di quelli su cui c’è tanto da studiare, in articoli e libri che però non riportano quasi mai le stesse indicazioni. Ed il perché è molto semplice. Il metodo, i tempi, e la scelta delle carte dipende in maniera profonda dal giocatore che se le ritrova in mano.
Verità assoluta, fidati, e mai smentita in tanti anni di gioco e discussioni.
Per cui, assecondando qualche idea personale, cercherò come al solito di pormi come mediano tra le millemila voci che reclamano la verità e analizzerò i range di carte che comunemente vengono giocati, cercando di esporre le modalità con cui questi si scelgono, in base al tipo di torneo, al suo stadio, ed agli stili dei giocatori che vi sono coinvolti.
Partendo dalla convinzione che le sole private cards NON caratterizzano la bontà o meglio la giocabilità della mano ma sono solo uno dei parametri da valutare, e che la stessa mano iniziale deve essere giocata in maniera differente (fold, call, raise e tutte le loro sfumature) in funzione dei restanti parametri., sicuramente tutti concordano sulla necessità di distinguere il valore assoluto da quello relativo.
Quando parliamo di valore assoluto ci riferiamo infatti al valore reale e universale delle carte che abbiamo in mano, ma quando parliamo di valore relativo apriamo il discorso sulla potenza che le nostre carte hanno di volta in volta in base al resto degli elementi che possiamo valutare.
Esempio banale, la mano 2 5 ha un valore assoluto molto basso, ma basta un flop con A, 3, 4 o con 3, 4, 6, per far schiizzare il suo valore relativo.
Purtroppo, quando ci tocca agire in preflop non possiamo attendere di confermare l’eventuale valore relativo per giocare e dobbiamo basare e scegliere il nostro range di mani per giocare contando su meno elementi di osservazione.
Và da sé che più siamo out of position più ristretto diventa per forza di cose il nostro range di carte giocabili pre flop. Se qualcuno gioca prima di noi, abbiamo sicuramente più informazioni su cui fondare la nostra scelta, se siamo primi di mano, il valore assoluto delle nostre carte è tutto quello che ci resta.
Per fortuna la scelta si fa più mirata e ragionata man mano che il board ci rivela i suoi segreti.
Quando giochiamo i tornei poi, i parametri dell’analisi delle carte da giocare cambia anche in base allo stadio in cui siamo di volta in volta.
Al’inizio del torneo valgono molti degli spunti elencati più in alto, ma a metà torneo vi sono altri parametri da ricordare e prendere in considerazione, primo tra tutti quello che io chiamo lo “spirito di conservazione”, essendo uno di quelli che volentieri folda mani non proprio monster e lascia che siano gli altri ad eliminarsi tra loro appena possibile.
Altro discorso, totalmente diverso, per la fase finale del torneo, il famigerato Heads-up.
Spesso nell’heads up le carte sa sole assumono un valore secondario rispetto alla “guerra psicologica” che necessariamente prende vita tra i due finalisti.
In heads up, sono convinto che sia quasi sempre sbagliato foldare, a meno che tu debba rispondere ad un super raise e le tue carte siano davvero oscene e, consiglio paterno, l’heads up è il momento perfetto per allenarti con il bluff, un’arma che va usata con attenzione ma che, in momenti di alta tensione e grossi piatti, può far entrare in tilt anche i giocatori di poker online più esperti.

